La disinformazione non sono patate
Questa settimana, l’obiettivo del Cremlino è stato quello di pilotare gli spazi di informazione pubblica con narrazioni sull’attacco della Russia alla città ucraina di Dnipro con un missile balistico a capacità nucleare. L’incidente ha occupato le prime pagine dei giornali russi ed è stato al centro dei dibattiti della TV controllata dallo stato. L’obiettivo è chiaro: a livello nazionale, imporre una mentalità patriottica di assedio; a livello internazionale, fomentare le paure di una guerra nucleare e intimidire e indebolire il sostegno all’Ucraina.
Truffatori che combattono i falsi
Anziché dare ulteriore fiato a questa propaganda della paura, focalizziamoci su qualcosa di attuale, anche se non meno rivelatorio. Entra in gioco il “Global Fact-Checking Network” finanziato dal Cremlino, un’iniziativa presumibilmente internazionale mirata a combattere i pregiudizi e la disinformazione. Se le circostanze fossero diverse, l’ironia in un’impresa di questo tipo potrebbe addirittura essere divertente. Purtroppo, è una cosa seria: un altro strumento utilizzato come arma per favorire e amplificare la manipolazione internazionale.
La rete è stata presentata al forum “Dialogue on Fakes 2.0” organizzato dal Cremlino a Mosca la settimana scorsa e ospitato dalla ONG ANO Dialog, che è finanziata dallo stesso governo russo. Secondo il suo direttore, Vladimir Tabak, l’iniziativa mira a stabilire standard di fact-checking, invitando giornalisti e organizzazioni ad aderire dopo aver firmato un cosiddetto “Codice per un fact-checking responsabile“. La rete sostiene che si occuperà di sviluppare strumenti atti a identificare le fake news, formare professionisti e compilare un database pubblico di “dati falsi comprovati”, accessibile a livello globale.
Il fact-checking come maschera
La formazione di esperti, la definizione di standard e la creazione di strumenti mirati a combattere la disinformazione sono obiettivi pienamente condivisi da EUvsDisinfo. Ma c’è una fregatura: ANO Dialog e la sua controllata Dialog Regions sono entità finanziate dal Cremlino, progettate per manipolare le informazioni a livello nazionale e globale a favore degli interessi del Cremlino stesso. Il suo direttore, Vladimir Tabak, è soggetto a sanzioni dell’UE e nel 2024 il Tesoro degli Stati Uniti ha collegato l’organizzazione alle operazioni di influenza estera della Russia, tra cui l’interferenza elettorale basata su IA e la campagna di disinformazione Doppelgänger.
In altre parole, sia ANO Dialog che Vladimir Tabak producono e diffondono disinformazione in prima persona, e conducono operazioni di manipolazione delle informazioni per conto del Cremlino. Annunciare la creazione di una “rete globale di fact-checking” è solo l’ultima iterazione di una campagna che dura da anni per copiare il vocabolario verbale e visivo delle vere organizzazioni di fact-checking per diffondere bugie.
Lapsha Media e WarOnFakes
Nel 2021, ANO Dialog ha firmato un “Memorandum sulla lotta ai falsi“, che era stato istituito dai principali provider Internet russi. Ha quindi avviato il “progetto Lapsha Media“, un sito web e una campagna sui social media con tutti i crismi di un’organizzazione di fact-checking: eleganti video promozionali che invitano gli utenti a non credere a tutto ciò che vedono online, una newsletter settimanale con i “top fake” e informazioni per i lettori che possono inviare i propri “fake” per farli verificare dagli “esperti”.
Lapsha media è disponibile in russo e si rivolge a un pubblico russofono, ma Timofej Vasiljev, che in passato ha lavorato per ANO Dialog, ha creato WarOnFakes, un progetto di propaganda che si spaccia per un’organizzazione di fact-checking disponibile in più lingue (che ha però ottenuto scarso seguito tra il pubblico europeo).
L’inganno avvolto nei dati
ANO Dialog si presenta come una ONG moderna e tecnologicamente avanzata, il cui obiettivo principale è offrire consulenza in materia di comunicazioni e digitalizzazione alle istituzioni statali russe. I commenti sui pericoli della disinformazione online e delle fake news rientrano in questo ruolo. Il suo direttore Tabak viene regolarmente citato e invitato a tavole rotonde organizzate dai media statali russi per parlare del pericolo costituito dalle “fake news” e dai “deep fake” per la società e di come lui e la sua organizzazione intendono combatterli.
Alcuni risultati di questa lotta sono stati presentati in uno speciale “Fake News Dissemination Study” per la suddetta conferenza. Ciò che smaschera questo documento quale falso manipolatorio è la sua apparente esattezza. L’organizzazione sostiene di aver “rivelato” 4.051 falsi nel 2023, che sarebbero stati visti da 12 milioni di persone. Nel 2024, hanno rivendicato l’identificazione di oltre 4.000 falsi, che però sarebbero stati visti finora solo da 8 milioni di persone, grazie al loro “sistema anti-fake”. Il rapporto include inoltre un grafico che evidenzia quali mesi abbiano visto il maggior numero di falsi negli ultimi anni, nonché una heat map che mostra il numero totale di falsi identificati in ogni regione russa.
Non c’è matematica nella disinformazione
Mettendo a disposizione questi numeri, ANO Dialog mira a far credere di essere in grado di identificare la quantità totale di fake news o disinformazione in Russia. Eppure, non esiste da nessuna parte un metodo per misurare in modo affidabile la quantità di disinformazione. La disinformazione non sono patate. Si tratta di un concetto astratto, reso possibile da comportamenti manipolatori che si presentano in molte forme diverse e portato avanti su mezzi e canali diversi.
Il rapporto implica che il conteggio includa informazioni “false” o imprecise. Ma la non sempre la disinformazione ai avvale di bugie; spesso opera con mezze verità, oppure tramite informazioni del tutto accurate ma estrapolate dal contesto o presentate in modo manipolatorio, esagerato, abbinandole a eventi non correlati, e così via. Come si può conteggiare tutto ciò? Come mezzo fake? Come un terzo di fake? E chi decide fino a che punto sia un fake?
In EUvsDisinfo, lavoriamo professionalmente dal 2015 per contrastare la disinformazione e la manipolazione, attenendoci a un concetto globale che abbiamo descritto ad aprile 2020 ed elaborato a luglio 2023.
EUvsDisinfo mantiene inoltre un database che ha raggiunto la scorsa settimana il triste traguardo di 18.000 di casi di disinformazione, che esemplificano perfettamente le narrazioni disinformative mirate all’UE e ai suoi vicini. Ma certo non pretendiamo di poter quantificare l’enorme quantità di contenuti manipolatori che vengono prodotti ogni giorno.
L’obiettivo principale è la confusione
Ovviamente, ANO Dialog non si occupa di queste problematiche, poiché essa stessa produce in prima persona grandi quantità di contenuti manipolatori. Questo rapporto è solo l’ennesimo tentativo di far credere che esista un’alternativa russa alle organizzazioni di fact-checking. Funziona più o meno nello stesso modo utilizzato dai funzionari russi per affermare a ogni piè sospinto che nei Paesi occidentali non ci sia libertà di parola. La loro argomentazione è puro “allorismo”: “Se voi dite che non abbiamo libertà di parola, allora noi diciamo che non ce l’avete neanche voi. Così, voi non ne avrete di meno e noi non ne avremo di più”. In realtà, le persone in ascolto saranno un po’ più confuse in merito alla libertà di parola, che il vero obiettivo di tutto ciò.
Si tratta di occupare più spazio nell’ambiente informativo per soffocare le altre voci.
Non fatevi ingannare!

Altre notizie definite false dal Cremlino questa settimana:
– L’Occidente non ha organizzato l’incidente dell’aereo cargo DHL a Vilnius per incolpare la Russia
La macchina disinformativa del Cremlino ha sfornato questa settimana una teoria del complotto assurda, secondo la quale sarebbe l’Occidente ad aver orchestrato l’incidente di un aereo cargo DHL a Vilnius, per incastrare la Russia. La teoria, promossa da un membro della Duma russa, si basa su un tenue collegamento con un articolo del Times, che evidenziava le preoccupazioni per i pacchi bomba e il loro potenziale uso da parte dell’intelligence russa. L’incidente, avvenuto il 25 novembre, ha coinvolto un Boeing 737. Le autorità lituane e DHL stanno indagando sulle cause, le cui valutazioni iniziali puntano a problemi tecnici o a un errore umano.
Il caso esemplifica perfettamente la manipolazione delle informazioni da parte dei media filo-Cremlino. Invece di attendere i risultati dell’indagine, hanno diffuso quasi immediatamente la loro versione, che vede una cospirazione antirussa da parte degli “anglosassoni”. Questa storia è stata diffusa dalla principale emittente televisiva Rossiya 1 e dal principale organo di informazione russo RIA. È così che cercano di dominare l’ambiente informativo e far sì che i motori di ricerca raccolgano prima la loro versione degli eventi. Si noti la rapidità con cui tali organi di informazione principali hanno diffuso la notizia: ciò consente ad altri organi dell’infosfera filorussa di ripubblicarla e amplificarla. Abbiamo già scritto di come i membri dell’amministrazione presidenziale controllino l’ambiente informativo mainstream russo utilizzando le linee guida Temnik.
– Ci sono soldati nordcoreani che combattono a fianco della Russia contro l’Ucraina
Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha definito la notizia del dispiegamento di soldati nordcoreani contro l’Ucraina “un’altra serie di fake news”. In realtà, fonti sia statunitensi che sudcoreane e ucraine hanno dimostrato che il regime nordcoreano ha schierato più di 10.000 soldati nella guerra contro l’Ucraina. Ciò è confermato anche dall’Alto rappresentante dell’UE Josep Borrell e dal Segretario Generale della NATO Mark Rutte. Il ragionamento utilizzato da Peskov per negare la notizia risulta particolarmente interessante: nessun blogger militare russo l’ha riportata. A quanto pare, un funzionario dello stesso paese collocato al 162° posto su 180 nella classifica della libertà di stampa stilata da Reporter senza frontiere, si affida comunque alla credibilità delle fonti indipendenti per convalidare le sue affermazioni; paradossale, vista l’abituale soppressione della libertà di parola e dei media indipendenti da parte del Cremlino.
– La Russia riceve armi da altri paesi
Un altro esempio dei tentativi del Cremlino di oscurare le verità scomode si è reso evidente questa settimana, quando Dmitry Medvedev, vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, ha negato che la Russia riceva equipaggiamenti militari da altri Paesi. Secondo Medvedev, la “maggioranza assoluta” di armi, missili e munizioni utilizzata nella guerra contro l’Ucraina è prodotta in Russia. Tuttavia, ci sono prove sostanziali che contraddicono questa affermazione. Secondo l’intelligence sudcoreana, da agosto 2023 a novembre 2024 la Corea del Nord ha inviato alla Russia oltre 13.000 container contenenti più di 9 milioni di proiettili d’artiglieria, missili e altre armi. La Russia ottiene dall’Iran i droni e dalla Cina i componenti fondamentali per sostenere l’industria militare russa. Questa forte dipendenza dalle forniture esterne mette a nudo le notevoli lacune delle capacità produttive russe. Avevamo detto che non avremmo citato i missili balistici in questa rassegna, ma invece eccoci qui.