Proiettare le proprie azioni perverse sugli altri

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Proiettare le proprie azioni perverse sugli altri
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Da quando abbiamo pubblicato la nostra ultima rassegna di disinformazione, gli organi di informazione pro-Cremlino hanno nuovamente intensificato il proprio fervore nei confronti della Polonia; ovvero, diversi di loro hanno dichiarato che tale paese sarebbe in procinto di annettere parti dell’Ucraina occidentale. Se leggete regolarmente gli articoli di EUvsDisinfo, probabilmente conoscete bene tale narrazione, adoperata dalla Russia, tra le altre cose, per tentare di distogliere l’attenzione mondiale dalla loro invasione dell’Ucraina. La più recente ondata di disinformazione a questo proposito si è abbattuta a maggio, a volte sostenendo che la Polonia sarebbe sul punto di annettere l’Ucraina da sola e, in altre circostanze, che avrebbe agito dietro ordine di Washington.

Se da un lato i resoconti di disinformazione pro-Cremlino sono noti per la propria assurdità, dall’altro questo si dimostra particolarmente difficile da fare coincidere con la realtà. È interessante notare che sia stato utilizzato numerose volte in passato. Gli esempi di presunte mire imperialistiche polacche, sulla base della nostra banca dati, si spingono fino all’annessione di Lituania e Bielorussia, non fermandosi alla sola Ucraina. Tra l’altro, abbiamo registrato un esempio dei suddetti piani imperialistici presunti nei confronti dell’Ucraina già nel 2016. Eppure, alla distanza di sei anni, la Polonia non ha ancora manifestato alcuna intenzione di annettere parti di territorio dei paesi vicini. Ciò, ovviamente, non significa che il resoconto di disinformazione non sia circolato affatto.

Mettendo da parte tutte queste assurdità, la Polonia è stata il primo paese a riconoscere l’indipendenza dell’Ucraina nel 1991, poiché una storia comune, tradizioni simili e legami culturali uniscono fortemente questi due paesi. Molto prima che i carri armati e le truppe russe attraversassero i confini ucraini nel mese di febbraio, i polacchi cooperavano a stretto contatto con le proprie controparti ucraine su tutti i livelli, dal governo centrale ai comuni locali.

Nel corso degli ultimi trent’anni, la Polonia si è dimostrata una delle più ferventi sostenitrici delle aspirazioni europee ed euro-atlantiche dell’Ucraina, nonché una sua grande partner commerciale. Varsavia aveva appoggiato favorevolmente l’idea di candidatura dell’Ucraina all’UE molto prima dell’attacco brutale della Russia. Il 23 giugno, l’Ucraina ha compiuto un importante passo nel suo percorso di adesione all’UE, culminato con la concessione dello status di paese candidato da parte del Consiglio europeo.

Da febbraio, la Polonia aiuta i rifugiati ucraini a trovare un rifugio sicuro, permettendo a milioni di cittadini di questo paese in fuga dalla guerra provocata dalla Russia di accedere al mercato del lavoro, alla sanità e alle prestazioni sociali nazionali. Inoltre, la Polonia sostiene attivamente l’Ucraina nella sua lotta contro l’invasione russa.

Esiste un solo e unico paese che viola l’integrità territoriale ucraina: la Russia.

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I diplomatici russi fomentano l’insicurezza alimentare

Come già scritto da noi e molti altri, le truppe russe hanno preso di mira i depositi alimentari dell’Ucraina, rubandone raccolti e attrezzature agricole, nonché annientandone le capacità di trasformazione alimentare e di trasporto. Secondo il programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite, tutto ciò ha innescato una crisi alimentare a livello mondiale e un’incombente minaccia di carestia. E, come suo solito, la Russia si sta impegnando al massimo per allontanare da sé la colpa.

L’8 luglio, il ministero russo degli Affari esteri ha pubblicato un altro documento sul proprio sito web in spagnolo allo scopo di confutare otto presunti miti correlati alle cause della crisi alimentare ed energetica. Il documento tenta di contraddire le dichiarazioni di funzionari europei di alto livello, quali l’alto rappresentante e vicepresidente dell’UE Josep Borrell, la presidente Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo Charles Michel, addossando alle sanzioni dell’UE la colpa di tale crisi. Subito dopo, una serie di ambasciate russe situate in paesi di lingua spagnola, come ad esempio Argentina, Ecuador e Perù, si sono affrettate ad amplificare tali affermazioni fuorvianti.

A inizio giugno, si è assistito alla comparsa di un’onda di fermento simile nella rete dei diplomatici russi riguardo alla disinformazione relativa alla sicurezza alimentare. L’ultima volta, un documento affine è stato condiviso numerose volte da profili diplomatici russi su Twitter, Facebook e Telegram e, poco dopo, sono spuntate infografiche, qui, in versione da noi corretta, un video e una relazione basati su quel documento. I materiali grafici sono in seguito stati messi in massiccia circolazione da profili diplomatici russi, in particolare da quelli in lingua spagnola e di paesi non appartenenti all’UE.

Sebbene nessuna persona abbia voglia di pensare all’inverno mentre prepara la valigia per le vacanze estive, i problemi relativi alla disponibilità e all’accessibilità economica di prodotti alimentari e carburanti sono lungi dall’essere risolti: anzi, è molto probabile il contrario. Sapendo come opera il Cremlino, è quasi sicuro che coglieranno questa occasione per respingere, distorcere, distrarre e sconcertare, nonostante sia in parte l’artefice di questa situazione.

Altre notizie della scorsa settimana:

  • proprio come un disco rotto, Putin continua a dichiarare che l’Occidente, guidato dagli Stati Uniti, si starebbe comportando da decenni in un modo particolarmente aggressivo nei confronti della Russia. No, l’Occidente tenta di mantenere dei buoni rapporti di vicinato con Mosca dal crollo dell’Unione sovietica e fino al 24 febbraio 2022, data in cui la Russia ha scatenato la sua guerra di aggressione non provocata contro l’Ucraina;
  • un altro classico, sebbene di scarso valore, riguarda la dichiarazione secondo cui Kiev avrebbe sostituito i russi con sostenitori di Bandera, trasformando così l’Ucraina in uno Stato nazista. Questa dichiarazione priva di fondamento si conferma uno degli elementi cardine della campagna di disinformazione di lunga data del Cremlino, che ha come obiettivo la giustificazione dell’invasione militare russa dell’Ucraina.

CLAUSOLA DI ESCLUSIONE DELLA RESPONSABILITÀ

I casi presenti nella banca dati di EUvsDisinfo si concentrano sui messaggi nello spazio informativo internazionale nei quali è stata individuata una rappresentazione parziale, distorta o falsa della realtà, nonché la diffusione di messaggi pro-Cremlino. Ciò non implica necessariamente che un determinato canale sia collegato al Cremlino o sia editorialmente pro-Cremlino, oppure che abbia intenzionalmente cercato di disinformare. Le pubblicazioni di EUvsDisinfo non rappresentano la posizione ufficiale dell’UE, poiché le informazioni e le opinioni espresse si basano sui resoconti dei media e sull’analisi della task force East Stratcom.

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